Archivio mensile:gennaio 2011

Un grande caos e piccole speranze

Questa mattina, quasi per sbaglio, mi sono imbattuto in un video. Il finale è così bello che ho deciso di linkarvelo…

httpv://www.youtube.com/watch?v=mK6ZLoLu-CQ

Non aggiungo altro… tranne che questa splendida intervista all’insegna dell’umorismo fa più riflettere di tanti commentatori e che alla fine del mondo forse sapremo che siamo stati tutti salvati da una ragazza timida che scrive poesie o da quanti, nonostante tutto, hanno ancora la forza di alzare lo sguardo verso il cielo, per contemplare una luna arancione d’inverno!!!

giù

Ci son giorni che sposteresti pure le montagne, ché lo spazio è troppo piccolo per contenere il tuo entusiasmo.
Ci son giorni che non vedi l’ora di uscire a dire al mondo che sì, la vita è possibile qui ed ora e che ha sempre l’ultima parola.
Ci son giorni che non riesci a vedere cosa c’è dopo l’orizzonte, ma vorresti proprio saperlo… e saresti pure pronto a partire!
Ci son giorni che le ore di una giornata di sembrano veramente troppe poche rispetto a ciò che vorresti farne.
Ci son giorni, invece, in cui sembra che sia morto qualcuno che conoscevi e in fondo speri che non sia tu.
Questi altri giorni, il tempo non passa mai. E nulla ti accontenta, tutto sembra così limitato e limitante. La vita, quei giorni, è troppo piccola per contenere la rabbia o il dolore.
Questi altri giorni, la sera non vuoi uscire, ché tanto non sarà una serata ad ammazzare il tuo tempo.
Quei giorni capisci che il tempo è una risorsa scarsa e preziosa. Che le scelte di oggi non possono attendere troppo. E che condizioneranno per parecchio tempo la vita di domani.
Quei giorni vorresti tornare indietro, ma non puoi.
Quei giorni sai che in fondo c’è sempre quel lato del tuo carattere così scontato e brutto. Saresti voluto nascer diverso, ma non ti è dato nella vita sceglier il cosa, solo il come…
Quei giorni aspetta che ti passi. In fondo, non sono mica tutti così i TUOI giorni!

Educare ai tempi di Ruby

Si fa un gran parlare questi giorni di Mr. B. e delle sue avventure amorose. Ho già detto la mia di tutto questo tam tam politico-mediatico che non condivido e che mi suscita pena e disgusto.

Ma oggi, quando ho letto l’editoriale di Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere, non ho potuto non fermarmi a riflettere. Non che alle questioni poste dalla Fedrigotti non avessi pensato anch’io. Però in questi giorni, l’editoriale sul Corriere è stato l’unico stralcio di articolo, l’unico intervento, l’unica voce a porre la questione educativa in primo piano, nei giorni del “casino” (nel senso letterale del termine).

Perché la vera questione non è se B. abbia pagato o no le ragazze. O se la magistratura si sia accanita contro il premier, con l’intento di farlo fuori. O se, ancora, Ruby era minorenne o meno. Qui il problema è l’assenza di scandalo. Spesso abbiamo pensato al puritanesimo degli Americani come un tratto culturale arretrato, che sfiorava quasi l’ossessione.

Oggi, di fronte all’assenza di indignazione (o addirittura alla solidarietà di tanta gente, ai bar, dal barbiere o per strada), o alla arretratezza culturale e morale che spinge tanti all’indifferenza (o alla strumentalizzazione politica, come se questo fosse un problema politico!!!), di fronte alla sfacciataggine con cui B. non ha sentito neanche l’esigenza di negare l’accaduto (cosa che B. non ha fatto: i più attenti se ne saranno accorti!), di fronte a ragazze che accettano di diventare merce di scambio per denaro (è il fallimento de femminismo, questo, no?), di fronte alle madri delle ragazze, che spesso sapevano e tacevano, quando non incoraggiavano (ma che persone sono???)… di fronte a tutto questo mi sento profondamente offeso. Come uomo. Come educatore. Come giovane.

Non siamo di fronte ad un problema politico. Siamo di fronte ad un fallimento epocale.

Un popolo, una nazione, una generazione che rinunciano ad educare sono praticamente senza futuro. E a questo punto, forse, questo non è neanche un male!!!

Contrassegnato da tag , , ,

Zio Fiorenzo se n'è andato!

Zio Fiorenzo se n’è andato. Era l’ultimo fratello di mia nonna. L’ha fatto in silenzio. Così come un tempo.

I fratelli di mia nonna meriterebbero di divenire forse i protagonisti di un libro. Uno di quei romanzi storici alla “I sentieri dei nidi di ragno” o “La luna e i falò”. Devo a loro e ai loro racconti sulla guerra, sul modo in cui se la sono cavata (tutti! Erano in cinque e son tornati tutti a casa!!!), parte della mia passione per la storia e le storie. Chissà quante volte da bambino, ho ascoltato il racconto della ferita di guerra di zio Gasperino, di cui ogni volta lui mostrava la cicatrice, poco prima di prendere il sassofono e mettersi a duettare con mio nonno e la sua fisarmonica!

Zio Fiorenzo, però, è sempre stato lo zio “silenzioso”. Me lo ricordo così, sempre al fianco di suo fratello (lui gestiva il bar del paese, mentre zio Gasperino era proprietario del ristorante vicino), ma in silenzio. Un silenzio che mi ha sempre incuriosito. Poi, quando zio Gasperino se n’è andato, zio Fiorenzo ha tirato fuori quello che non era stato per anni: è diventato lui lo zio che raccontava storie, mentre noi ascoltavamo. Come a dire che la vita è sempre una storia straordinaria. A patto che qualcuno la racconti!

“Non sei mai finito veramente se hai una storia e qualcuno a cui raccontarla” dice Alessandro Baricco nel suo Novecento. Io son sicuro che zio Fiorenzo se ne sia andato soddisfatto: la sua è stata, alla fine, una bella vita. Non che abbia fatto nulla di sensazionale. Probabilmente non è mai finito sui giornali, neanche su quelli del piccolo paese dove viveva. Ma non si è mai arreso alla mediocrità. E ha saputo raccontare a tutti che un’altra vita è possibile, già qui! 😉

Contrassegnato da tag , , ,

Qualche riflessione serale [ovvero: della politica e delle sue degenerazioni]… part1

L’aveva detto anche Michels esattamente cento anni fa. Le oligarchie difficilmente (anzi, lui avrebbe detto MAI!) sono disposte a “cedere il passo”.

La serata di ieri e la direzione PD di oggi lo confermano. Così come lo dimostra la freddezza di molti dirigenti del Partito Democratico (lo dice Civati, ma ci credo facilmente anch’io!) nei confronti delle primarie. Primo partito – il PD – a vararle qualche anno fa. E primo partito, probabilmente, ad archiviarle in fretta. Perché a nessuno piace in fondo esser messo in discussione, da parte… E perché oggi le primarie rappresentano per il PD il fallimento di una linea politica confusa e priva di fantasia (tant’è vero che le vincono i vendoliani come Pisapia, che stento a credere che riescano a “scaldare i cuori” come il loro leader).

Ma andiamo con ordine: la serata di ieri. Beh, che dire? Mi piace il format, in stile BarCamp. Lo trovo bello e utile. Così come bello e utile è ascoltare le persone che intervengono. Un bell’esercizio democratico, in fondo. Come le primarie!

Quanto ai contenuti, beh… qui ci sarebbero parecchie cose da dire. Diciamo che non tutti sono stati convincenti. I “rottamatori” sono una galassia composita. Dentro c’è spazio per giovani post-ideologici, ma anche per tanta ideologia. Alcuni interventi sono stati un pò retrogradi. Ne ho – e credo non solo io – le scatole piene di chi “non ho votato mai PD tranne quando c’erano i radicali” e di chi accomuna il dogmatismo della Chiesa cattolica al libertismo di certa destra, come se fossero due facce della stessa medaglia! Di quelli per cui esser di sinistra vuol dire “niente regole” (vorrei vedere se poi infrangi le loro che succede!) e di chi affronta anche argomenti delicati (vedi alla voce “diritti civili” che è altra cosa dalla lotta contro l’omofobia!) con superficialità disarmante.

Insomma: deludenti alcuni interventi stile anni ’70. Ma molto interessanti gli altri. A cominciare dalla posizione interessante di Cristiana Alicata sulla FIAT (e dalle sue critiche alla FIOM, difficilmente non condivisibili… in generale, lei mi piace, anche se su alcuni temi la pensiamo diversamente!). E da alcune significative testimonianze: un dirigente PD di Ancona (che presentava lucidamente pregi e difetti dell’accordo con i centristi nelle Marche), un giovane napoletano (che ha fatto riflettere – almeno me – quando ha detto che più della metà dei suoi amici non era venuta “perché Renzi non c’era”), di tanti che rilanciavano con forza l’idea di una politica forte, alta… infine Civati, di cui non condivido tutto tutto, ma che stimo per la visione della politica che ha, qualità rara di questi tempi!

Insomma: parafrasando Rossini (scusa, Rossì), c’è stato del buono e del nuovo ieri. Il buono era nuovo e il nuovo era buono. È il vecchio di cui la sinistra non si riesce a liberare che mi preoccupa!

Su tutta la fantasia di ieri… la direzione di oggi… ma su questo, forse, è meglio che scriva in un altro post!!! 😉

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Sarà la giusta direzione?

Sto andando alla Giusta Direzione! No, non è un errore di battitura, ma l’evento promosso a Roma dai simpatizzanti PD raccolti attorno al social network di prossimaitalia.it (nato all’indomani dell’evento della Stazione Leopolda di Firenze del novembre scorso). Si tratta, in pratica, di un momento di confronto, alla vigilia della Direzione PD. La stessa direzione che probabilmente sancirà l’archiviazione (momentanea?) delle primarie e il mandato al segretario per cercare l’accordo con Casini e Fini, in caso di elezioni anticipate.

Io vado per curiosità, innanzitutto! Poi perché sinceramente la situazione politica è altamente depressiva: di Berlusconi, onestamente, non se ne può più (ammesso che “se ne sia mai potuto”!!!)… ma la situazione delle opposizioni è ancor più incasinata e deprimente… Spero di trovare qualcosa di nuovo!

Vorrei ascoltare questo Civati di cui tanti parlano. Anche se la “supposta” lite con Renzi – sodalizio lampo? – e alcune posizioni troppo ideologiche su diritti civili e testamento biologico mi lasciano un pò dubbioso… E poi vorrei capire se l’invenzione (che ha dello straordinario) di questo nuovo social network molto obamiano è il primo passo per una possibile riforma dal basso della politica… o se è l’ennesimo fuoco di paglia! Staremo a vedere!!! 😉

Contrassegnato da tag , , , , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: