Rivoluzione internet!

Mentre in Italia ci occupiamo di cose sicuramente più importanti (!!!)… la storia, grazie a Dio, procede.

La Stampa di oggi riporta alcuni interessanti articoli sul discorso tenuto ieri dal Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, alla George Washington University, con cui di fatto gli Stati Uniti riconoscono nel web un potente (e “possibile”, direi io… ché su alcuni aspetti rimango comunque scettico!) fattore di democratizzazione dell’intero pianeta.

Non sappiamo ancora quale portata avranno le parole di Hillary Clinton, ma – come giustamente fa notare Lucia Annunziata, sempre su La Stampa di oggi – già nei recenti episodi mediorientali, egiziano prima, iraniano poi, la rete ha svolto un ruolo da protagonista. Nel favorire la comunicazione e la condivisione tra le varie e molteplici anime della rivolta. Ma soprattutto nel permettere una comunicazione tra l’interno e l’esterno, nell’internazionalizzare, di fatto, questioni fino a ieri represse nel silenzio della comunità internazionale.

La Clinton, nel sottolineare il potere del web, sottolinea anche alcune “sfide” su cui occorre trovare insieme delle risposte:

  1. trovare l’equilibrio fra «libertà e sicurezza»;
  2. bilanciare «trasparenza e riservatezza» perché «la trasparenza è necessaria» ma «la riservatezza consente alle aziende di tutelare i brevetti, ai giornalisti di proteggere le fonti e ai governi di svolgere missioni come lo smantellamento di arsenali nucleari al riparo dai terroristi»… e anche, direi io, di evitare che qualcuno possa utilizzare le informazioni personali dei singoli cittadini, per scopi pubblicitari sempre più invadenti (un effetto neanche troppo imprevisto del web 2.0!);
  3. proteggere la «libertà d’espressione» (cosa non scontata, come giustamente mette in luce anche il NYT questi giorni)…

Interessante soprattutto l’apertura ad un dibattito pubblico sulla rete. Condivisibili le preoccupazioni.

Meno convincenti i passaggi in cui il Segretario di Stato se la prende con Wikileaks. Non che io sia un fan sfegatato dell’organizzazione di Assange… ma è innegabile che un soggetto che vuole ergersi a paladino dei processi di democratizzazione agevolati dal web, debba avere quella buona dose di autorevolezza. E l’autorevolezza deriva anche da una buona dose di trasparenza. Nei processi decisionali. Ma anche nelle relazioni internazionali!

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: