Occhio per occhio non è una regola!

Due le notizie che avrei voluto condividere ieri (ma che Altervista mi ha impedito di fare!!!)…

La prima, una lettera molto bella di Eugenio Occorsio, apparsa su Repubblica di ieri. Eugenio è figlio del giudice Occorsio, vittima del terrorismo nero negli anni ’70. In questi giorni, è stata diramata la notizia della sospensione della pena (per motivi di salute) nei confronti di Pierluigi Concutelli, che del giudice Occorsio fu l’assassino.

In seguito alla diffusione della notizia, il nipote (e figlio di Eugenio) del giudice, Vittorio, ha rilasciato alcune dichiarazioni “pesanti” sulla necessità della pena di morte. Bella invece, la lettera del padre a Repubblica, e non tanto per la sostanziale “rettifica” delle dichiarazioni del figlio, ma soprattutto per alcuni passaggi alti (sia per senso dello stato che per la qualità umana delle parole).

Ve ne riporto due stralci:

Occhio per occhio non è una regola, è l’opposto delle regole. Bisogna sempre impostare la risposta ai crimini anche più odiosi e assurdi entro i limiti della Costituzione, delle leggi, delle norme, che se fatte rispettare sono più che sufficienti a comminare punizioni giuste e mai eccessive, nulla che sappia di vendetta. Il tutto in un cammino di civiltà che non deve conoscere deviazioni.

Nel nostro caso, non siamo stati abbandonati dallo Stato, non gli si poteva chiedere di più. Dal primo momento, da quella sciagurata mattina in cui ho sentito gli spari e sono sceso precipitosamente dalle scale per vedere mio padre morirmi sotto gli occhi, la magistratura e le forze di polizia hanno preso in mano la situazione con decisione, e con puntiglio e coraggio sono arrivati al colpevole. Anche l’epilogo, con la liberazione dell’omicida, non è inaccettabile: siamo di fronte ad un uomo, a quanto pare plurinfartuato o qualcosa del genere, che si è fatto più di trent’anni di carcere. Cos’altro doveva accadere? La grandezza dello Stato, la tenuta delle istituzioni democratiche, si misura anche dalla capacità di non infierire inutilmente sui colpevoli.

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2 thoughts on “Occhio per occhio non è una regola!

  1. Alessandro ha detto:

    Se effettivamente Concutelli ha passato trent’anni in carcere per quel delitto, direi che ha proprio ragione. Credo però che sia normale che i parenti delle vittime, in questo caso il nipote del giudice ucciso, possano avere atteggiamenti più ‘forcaioli’ su questi temi, anche a distanza di molti anni: è proprio per questo che deleghiamo allo Stato il potere di giudicare i reati e i delitti delle persone, con imparzialità e senza cedere all’emotività che scaturisce da questi fatti.

  2. lucavita ha detto:

    Concordo pienamente! Per mia dimenticanza, infatti… ho tralasciato anche il resto della lettera, che più o meno dice ciò che dici tu, Ale…
    Il link è questo: http://www.repubblica.it/politica/2011/04/20/news/figlio_mio_non_dimenticare_ma_senza_odio-15161332/

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