A proposito di voto…

Direi che a tre giorni dai risultati delle elezioni amministrative… un commentino ci vuole! Ne azzardo qualcuno (col beneficio del dubbio, visto che i risultati “definitivi” li avremo solo tra due settimane). Alcune cose mi hanno fatto riflettere:

1. Mi sembra che – come giustamente suggerisce Luca Sofri sul suo blog – più che questo o quel partito, centro-sinistra o centro-destra, qui a vincere siano le persone. Persone diverse, espressioni di storie molto diverse. Ma che, in un certo senso, son riuscite ad intercettare bisogni, necessità, a volte paure, probabilmente idee e progetti dei cittadini delle diverse città. E questo, tutto sommato (e al di là del significato politico che inevitabilmente il voto assume in città come Milano e Torino)… è un bene! Alla fine, secondo me – sarò un romantico – nelle amministrative il voto deve essere sull’operato di chi ha governato il territorio e sulla fiducia che una persona (appunto) suscita tra i cittadini…

2. Colpiscono i commenti del cosiddetto Terzo Polo e anche di alcuni soggetti (vedi Fondazione di Montezemolo, anche se il ragionamento che fa Italia Futura ha elementi “da studiare”) sulla fine del bipolarismo. Ammesso che (al contrario di ciò che ho scritto sopra) un voto amministrativo serva a capire come evolverà il sistema politico nazionale… a me, sinceramente, sembra proprio (come suggerisce anche l’Istituto Cattaneo) che il “centro” come formazione politica abbia preso una sonora batosta, facendosi superare spesso persino dalla formazione di Beppe Grillo!

3. Veniamo a Grillo. Tutti i miei amici qui mi scanneranno. Ma a me la formazione del comico genovese continua ad incuriosirmi. E non per ciò che propone (che comunque io continuo a non capire… Grillo è – come i comici – piuttosto schizzofrenico in questo!). Ma per come lo propone. A Pomezia – tanto per citare un esempio a me vicino – i grillini hanno preso oltre il 7%, senza aver stampato neanche un manifesto elettorale! Che non è poco. Anche a Pomezia il candidato sindaco era giovane e probabilmente (se il centrosinistra vincerà il ballottaggio) entrerà in consiglio comunale. Mi pare che alcuni meccanismi (di strutturazione del programma elettorale e di selezione dei candidati) siano veramente interessanti! E che non vadano scartati a priori!

4. Ultima cosa. Che forse c’entra poco con le amministrative… ma che mi fa tanto incacchiare! Sfatiamo questa cosa del centro. Il centro in Italia non è stato mai un partito. Non era “di centro” la DC (che era un partito conservatore guidato da un’elite progressista… almeno fino agli anni ’80). E non è una proposta seria quella che fa del centro una questione identitaria. Il centro è uno stile di far politica, è il luogo politico in cui possono convergere gli interessi, i bisogni, i progetti… è un modo di governare che non fa leva sul conflitto (come lo stile della seconda Repubblica), ma piuttosto sull’inclusione, sulla fatica non tanto del compromesso, ma dello sguardo ampio. Il centro come idea della politica esige politici all’altezza (lo erano De Gasperi, Moro… non lo sono né Casini, né Rutelli!), persone autorevoli perché coerenti con ciò che dicono. Senza politici così… per favore… non parlatemi più di centro (e non lo faccia manco la CEI, ve ne prego!!!)…

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