Archivio mensile:settembre 2011

Quando la creatività fa la differenza!

L’altro giorno per caso, curiosando tra le bacheche facebook dei miei amici mi sono imbattuto in Cogito Ergo Sud, un a bella iniziativa. Che dimostra che con YouTube si possono inventare format molto interessanti, che nel piccolo (e con un briciolo di ironia) possono anche far riflettere e contribuire a cambiare le cose. E contrasta anche l’eccessiva diffusione di contenuti un pò imbecilli che il web 2.0 ha portato con sé (insieme alle potenzialità!).

Posto qui uno degli ultimi video, “sdegno” (è quanto mai attuale, no?).

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Che schifo!

Ormai la mattina apriamo i giornali e assistiamo al dipanarsi di questo quadro desolante di fine Impero.

Stamattina mi sono ripetuto ancora una volta che tutto questo mi fa schifo, veramente! Perché ho una paura: che alla fine, come per la violenza e le guerre, la povertà e il continuo lagnarsi della gente… tutto diventi normale. E che anche questa mediocrità dilagante, la volgarità esibita a stile di vita desiderabile (come se anche noi volessimo veramente fare quella vita), questa canicola di ominicchi che ci vomitano addosso le loro esistenze inutili quando non dannose, alla fine ci convincano che il mondo è realmente così e che dobbiamo abituarci.

Ebbene, io la mattina voglio continuare ad alzarmi. A leggere il Vangelo (sì, proprio il Vangelo!). A scorrere i titoli dei giornali. E a dirmi che questo schifo, tutto umano, è male. E che – come ogni cosa che è male – alla fine finirà nella risata collettiva di uomini migliori. Che indignandosi, non si sono arresi allo schifo a buon mercato. E hanno portato avanti la storia degli uomini.

Ma quando dura ancora la notte? Quanto dovremo aspettare?

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Ancora sulla Cina

Ritorno ancora sulla questione cinese, dopo il post dei giorni scorsi, per via di un post di Luca Sofri di oggi. E di un articolo di Europa in cui si invocava la mediazione di Prodi per “convincere” i Cinesi a comprare i nostri BOT.

Il punto, secondo me, non è solo il fatto che la Cina resta una dittatura e con le dittature – viste anche le esperienze passate a cui Sofri fa riferimento – non bisogna scherzare, né tantomeno fare affari. Il punto è che se la Cina compra il nostro debito, può esercitare di fatto un controllo sulla nostra economia non indifferente. E visto anche il fatto che la Cina già detiene gran parte del debito americano, l’interesse verso i nostri BOT puzza molto di precisa strategia geopolitica.

Possibile che di questo si parli così poco in questi giorni? Preferendo discorsi più retorici (benché giusti!) sui diritti umani, quando non posizioni ancora più discutibili sul ruolo dei politici nostrani (con tutto il bene che si può volere a Prodi) nel trattare, di fatto, una resa incondizionata?!?!?

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La Cina è vicina

Stamattina, mentre in macchina mi dimenavo nel traffico mattutino romano, è arrivata la notizia. L’ho appresa dalla radio: i Cinesi vorrebbero finanziare il nostro debito pubblico. Tante cose mi son tornate in mente: il Tremonti di qualche anno fa che voleva imporre dazi alle importazioni dalla Cina e qualche nozione di Geopolitica all’università.

Continuo a non capire l’idiozia della nostra classe dirigente, quasi sollevata da questa notizia, che direi quantomeno allarmante. Non è anche questa una forma di neocolonialismo? Un colonialismo, tra l’altro, che ci frega con le stesse armi (la finanza) che noi abbiamo creato. Non so se pensare che alla fin fine “ci sta bene” o se… cominciare a darmi “alla macchia”!!!

Intanto Linkiesta mostra quali potrebbero essere le prime conseguenze! Che sia ora di svegliarci un pochino?!?!?!?

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