Archivio mensile:ottobre 2011

Pezzi di Paradiso

i tetti del quartiere di San Cristoforo a Catania

C’è chi dice che tutto è dovuto il caso. Io no. Se mi guardo indietro, credo di essere una delle persone più fortunate dell’universo: ho incontrato sempre le persone giuste al momento giusto. E spesso mi è stata offerta la possibilità di vivere esperienze belle con persone belle.

Mi è successo anche questi giorni in Sicilia. Sono stato inviato come delegato del coordinamento degli oratori della mia Diocesi all’assemblea annuale del FOI. Il FOI (la sigla sta per Forum Oratori Italiani) riunisce tutti i coordinamenti diocesani, le associazioni nazionali e gli istituti religiosi che in Italia si occupano di oratorio. Esperienze diverse ma unite dalla stessa passione e dallo stesso entusiasmo, che caratterizza quel volersi spendere per i più piccoli, nelle città di tutta la Penisola.

È stata un’esperienza ricca. Sia per i tanti volti incrociati in questi tre giorni. Sia per i racconti ascoltati, le discussioni e le riflessioni che ho avuto modo di far mie. È sempre bello poter ascoltare il racconto di chi vive realtà diverse dalla tua: si impara tantissimo. E ci si abitua a guardare anche la propria realtà con gli occhi di qualcun altro. Si aiuta anche l’altro a guardare alla propria realtà con i tuoi occhi.

Torno così a casa con l’entusiasmo degli inizi. Lo stesso di quando qualche anno fa mi son buttato – con tutti i miei miliardi di difetti e di spigoli – nell’avventura bella dell’oratorio.

Poi sono passato a Catania. A trovare il mio amico Luigi, che è sacerdote salesiano e responsabile di un oratorio in uno dei quartieri più degradati della città etnea. È stato il culmine di questo mio viaggio. Scoprire che è possibile vivere il paradiso in mezzo all’inferno. Non so se gliel’ho mai detto, ma io stimo veramente Luigi per quel che è e quel che fa. Non è semplice donarsi completamente a qualche centinaio di ragazzini, che sanno a mala pena biascicare qualche parola in italiano (non potete capire che imbarazzo ad ascoltare altri dirmi cose di cui non riuscivo ad afferrare neanche un H), vivere insieme a loro, senza la pretesa di cambiarli. Mi son venute in mente le splendide parole di don Milani (Quando avrai perso la testa, come l’ho persa io, dietro poche decine di creature, troverai Dio come un premio), ma anche quelle di Calvino, ne Le Città Invisibili (saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio).

È stato bello, in questi giorni, poter assaporare un pezzo di paradiso in quello che comunemente chiamiamo inferno. Bastava cambiare il modo di guardare.

Io non credo al caso. Provo a unire i puntini. E a scoprire tutti questi pezzi di paradiso che insieme fanno la mia storia. Senza dimenticarmi mai di ringraziare! Buona strada! 😉

P.S. E sull’aereo, quasi per sbaglio… ho letto quest’articolo. Poi, tornato a casa, ho letto questo post… e poi dite che è il caso, eh?!?!?!?

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