De Montibus

Ho aspettato un pò prima di scrivere qualcosa di Monti e del suo Governo (o, se volete, di questa inedita fase politica che si apre)…

Un pò perché non volevo dare giudizi affrettati. Un pò perché secondo me – e questa è la premessa da tener presente di fronte a tutto ciò che viene dopo – un uomo, un Governo, la politica istituzionale non cambiano un Paese, né sono in grado, da soli, di rimetterlo in marcia. Perciò tutta l’enfasi che nel bene e nel male ha accompagnato la formazione del nuovo Governo, mi sembra un pò infantile (della serie: eppure ci siamo passati, no?!?).

Detto questo. Riguardo Monti, il suo Governo e il suo discorso.

Cose che mi piacciono:

  1. Lo stile. Pacato. Competente. Noioso. La keyword è normalità. E di normalità abbiamo bisogno. Dopo 20 anni di politica spettacolo di cui non se ne può più. E non se ne può più neanche di un giornalismo (Santoro compreso, anzi… soprattutto Santoro!) che campa di gossip politico, di urla in studio, di discussioni sul sesso degli angeli che sono il miglior alleato dell’immobilismo di questo Paese. Perché di un Paese immobile stiamo parlando. Io invece voglio un premier noioso, che non va in tv e non rilascia dichiarazioni, se non quando serve (cioé quasi mai!). Voglio uno normale, possibilmente non “uno di noi” (sennò c’andavo io, no?), ma uno “meglio di noi”. Niente donne, battute, barzellette, corna, comizi….
  2. Mi piace l’europeismo di Monti. Oggi “Europa” è stata una delle parole più enfatizzate dal discorso del premier. Lo dico subito: ne ho le balle piene di questo anti-europeismo latente, all’italiana. Lo sappiamo tutto che oggi l’Europa è perlopiù un ammasso di burocrati. Ma non è per questo che è nata. E non è con quest’anti-europeismo da bar che risolviamo le cose!  “L’Europa siamo noi!” non è uno slogan, ma la verità. Se saremo capaci ed affidabili possiamo candidarci a guidarne le sorti. Perché siamo tra i 6 Paesi fondatori e l’eurogenoma ce lo portiamo dentro, nel profondo. Perché l’Europa è già oggi una grossa opportunità, per le regioni (soprattutto le più povere), per le imprese, per gli studenti (pensate a quanti si son formati grazie all’Erasmus… qualcuno ne è stato insoddisfatto???). Per me che ho cominciato a capire qualcosa dopo il 1989 l’Europa è una conquista già assodata. E non voglio tornare indietro. Punto. Per questo il discorso di Monti mi piace, lo condivido, lo aspettavo da tanto. Il resto (i complotti, le banche, le limitazioni di sovranità, ecc.) sono – in assenza di prove e controproposte “fattibili” – luoghi comuni o discorsi da bar. E io e il mio Paese alla politica da bar abbiamo già dato, grazie!
  3. Mi piace il respiro internazionale, quasi geopolitico direi, di questo Governo. Tre ministeri che “guardano” all’esterno: Esteri, Affari Europei e Cooperazione Internazionale e Cooperazione. Non era mai successo. Sottolineo che questo “guardare all’esterno” non mi pare dettato da quel sentimento di inferiorità che spesso riemerge, quando vogliamo copiare per forza gli altri! Monti oggi mi sembra abbia sottolineato più volte che è l’Italia il centro e che ce la faremo non perché altri ci dicono come fare (ha sostenuto persino che le misure imposte dall’Europa le avevamo già capite da soli!). Quello del nuovo Governo è un affacciarsi alla finestra del mondo, per esser protagonisti. E questo mi piace!
  4. Mi piacciono alcuni ministri. Riccardi su tutti. E qui non aggiungo altro.
  5. La consapevolezza di dover traghettare il Paese verso un contesto in cui il conflitto sia ricondotto all’interno di una normale dialettica politica e non elevato a paradigma della società (da Marx a Maria De Filippi il passo è stato breve nella nostra Italia!)… su questo pesa sicuramente il quadro desolante del nostro Parlamento (luogo di inetti perlopiù… specialmente tra quelli che amano mostrarsi in TV!)… ce la farà Monti in questo compito titanico? Forse non dipende solo da lui…

Cose che non mi piacciono:

  1. Il nuovo ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Dove l’ha pescato? Già il suo curriculum mostrava più di un elemento scoraggiante. Poi ha pensato lui stesso a chiarirci i dubbi, aprendo bocca (l’unica cosa che non doveva fare…);
  2. Quadri apocalittici e urla di giubilo che hanno accompagnato l’inizio del Governo Monti. I commenti sui social network dimostrano che siamo ancora un popolo decisamente immaturo, minorenne direi, quando non minorato. Ci piace fantasticare complotti, per poi lasciarci andare al più idiota qualunquismo all’italiana e finire con la consueta nostalgia dell’uomo forte (che per ben due volte ci ha consegnati al primo imbecille di turno e alle conseguenze nefaste che ne sono derivate!!!). E non è questione di destra e sinistra… dobbiamo accettarlo prima o poi. Così come, sempre prima o poi dovremmo capire che per quanto la politica sia “importante”, essa non è “tutto” e che talvolta si può esser felici anche indipendentemente da chi è in carica al Parlamento o chi ricopre il ruolo di Primo Ministro. Forse ce ne dovremmo fare una ragione!
  3. In un normale Paese, il Governo Monti sarebbe espressione di una forza politica di centro. Per alcuni versi persino centro-destra. Probabilmente ci sono cose che Monti non farà e che a me sarebbero piaciute. Così come ci saranno cosa che farà e che io non condivido. Rimane curioso – ma ormai non mi stupisce più – che le critiche maggiori gli siano rivolte da destra, più che da sinistra! Sebbene Bersani e i suoi non brillino certo in fatto di prontezza!
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