Tra luddisti 2.0 e social entusiasti

Nel nostro Paese, come dice Vincos oggi rielaborando gli ultimi dati Audiweb/Nielsen, gli utenti registrati su facebook (il primo social network in Italia) sono circa 21 milioni.

Le stime parziali dell’Istat sul censimento 2011 parlano di più di 59 milioni di abitanti della nostra Penisola.

Se affianchiamo questi due dati (senza considerare che su facebook ci sono numerosi utenti fake, che riducono ulteriormente il numero delle persone reali iscritte al social network), capiamo subito che ci sono ben 38 milioni di concittadini che non sono su facebook.

Negli USA – per avere un metro di paragone – gli iscritti sono 157 milioni su 310 abitanti. Nel Regno Unito 30 su 65 (fonte: Socialbakers).

Sarò banale, ma mi sembra evidente che i social network non sono un affare di massa. Se sia un bene o un male non saprei dirlo. Di sicuro è un dato di cui bisogna tener conto… o almeno dovrebbe farlo chi comunica (che siano luddisti 2.0 o social entusiasti).

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4 thoughts on “Tra luddisti 2.0 e social entusiasti

  1. Alessandro ha detto:

    Sinceramente, non sono d’accordo. Dimentichi che, tra quei 38 milioni circa di non-iscritti ci sono anziani che non hanno dimestichezza con l’informatica e un buon numero di ragazzini troppo piccoli per essere interessati o avere il permesso dei genitori per iscriversi.
    Se controllassimo i numeri di qualsiasi altro sito internet, secondo me troveremmo numeri molto più bassi, soprattutto considerando che molti di questi iscritti si collegano quotidianamente su facebook.

  2. luvi84 ha detto:

    Non mi dimentico degli anziani, né dei bambini… nella “massa” sono ricompresi anche loro, no? E io ho solo detto che – se ricomprendiamo anche anziani e bambini nella massa – i social network non sono un “affare di massa” (come la TV ad esempio, che arriva ancora sia ai primi che ai secondi)… tutto qua…
    Concordo sulla preminenza dei social network su molti siti web, invece… 😉

  3. Alessandro ha detto:

    Beh, per me anziani “non-digitalizzati” e bambini vanno esclusi dalla massa. E facebook diventa quindi un fenomeno di massa perché, se ci pensi, non esiste altro “luogo” [reale o virtuale] che accoglie così tante persone di ogni paese: siamo un paese calcio-filo, ma non ci sono 20 o 30 milioni di italiani che leggono gazzetta.it o altri siti sportivi. Facebook invece sì.
    Come ogni fenomeno è destinato a sparire perché prima o poi risulterà inutile e noioso, ma secondo me al momento non è così ancora 😉

  4. […] Oggi sul Fatto Quotidiano, Federico Mello si scaglia contro i “social entusiasti” twitteriani, adducendo come critiche alcuni dubbi che anch’io avevo espresso qualche giorno fa. […]

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