Chiesa e politica in Francia

Oggi la Francia è chiamata alle urne per decidere chi sarà – tra Sarkozy e Hollande – il nuovo Presidente della Repubblica. Un articolo apparso nelle scorse settimane sul sito cattolico Croire, a firma del gesuita Olivier de Fontmagne, spiega l’atteggiamento dei cristiani francesi di fronte alla tornata elettorale.

Alcune cose mi hanno colpito in particolar modo:

  1. Promozione di stili di vita e tecnologie rispettose dell’ambiente, maggiore giustizia nella distribuzione di salari e ricchezza, integrazione per gli immigrati, progetto europeo per la promozione di pace, solidarietà e sussidiarietà e persino rifiuto di una politica puramente repressiva nelle banlieues figurano tra le attenzioni suggerite dalla Chiesa francese accanto a rispetto della vita dalla nascita alla morte naturale e promozione della famiglia. E questo mi pare un approccio cristiano a 360°, a differenza degli aut-aut della Chiesa italiana sui cosiddetti “valori non negoziabili”, che appaiono più una virata politica a destra che un reale invito alla riflessione per i cristiani nostrani.
  2. Bella la precisazione dell’autore, che osserva come i punti suggeriti non siano presenti nella loro interezza in nessuno dei programmi dei due candidati. Ancor più incisiva, poi, l’affermazione …De plus, il ne suffit pas d’affirmer des principes tels que le respect de la vie, l’éducation pour tous, le respect de l’immigré… ; encore faut-il que les moyens et la volonté politique les accompagnent… come a dire che non basta la sola proclamazione di alcuni principi, ma che un politico mostra con moyen et volonté politique le sue intenzioni e le sue convinzioni. Che equivale ad una sonora sconfessione di tutti quei partiti che usano impropriamente l’aggettivo cristiano nel nome o nei principi.
  3. Infine: Le chrétien serait-il alors condamné à voter «blanc»? Non! comme le rappelle le Cardinal Vingt-Trois, «il n’y a jamais de coïncidence complète entre la foi chrétienne et un système social et politique». Le chrétien devra donc discerner et voter en conscience pour le candidat qui selon lui respectera le mieux ou le moins mal l’ensemble de ces principes et ses conditions de réalisation. Là ne s’arrêtera pas sa responsabilité en politique; il devra agir par la suite, selon ses moyens, pour que soient pris en compte les autres points jugés essentiels qui seront peu ou mal considérés par l’Élu et sa majorité. Una colpo alla disaffezione verso la politica e il disimpegno.

Mi pare insomma un approccio interessante, anche per la politica e i cattolici nostrani.

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