Visto che me lo chiedi…

Oggi c’è l’ennesima direzione PD… prima che i membri comincino a tweettare all’impazzata ciò che accade all’interno (condendo tutto con i soliti commenti, che saranno ricordati più e meglio del comunicato finale)… siccome Pippo Civati lo chiede… qualche divertito suggerimento lo do anch’io, a nome mio, perché credo nel principio di una testa, un voto e diffido di quelli che “la gente/la base ci chiede”:

  1. ripensare la presenza sul territorio: basta con queste “sezioni”, mica stiamo nel ’45. Oggi la presenza sul territorio deve voler dire creare spazi di discussione, fisici e online, centri d’ascolto delle esigenze di un territorio prima ancora che di proposta, propulsori di rinnovamento e creatività;
  2. azzerare vertici nazionali e locali: un sessantenne difficilmente pensa al futuro. Il suo sguardo è rivolto al passato e la sua funzione è proprio quella di testimoniare da dove si viene, non dove si va. Per questo, secondo me, occorrerebbe inserire stringenti limiti d’età per l’attività politica. Obiettivo: trovarci tra qualche anno con leader quarantenni e non sessantenni! A livello nazionale, ma anche a livello locale. Che poi non significa gettare al secchio i più anziani… ma non fare della cosiddetta “esperienza” il tratto distintivo della nostra società. Sennò di questo passo si muore. E non solo come PD, ma anche come Italia!
  3. esser democratici davvero: che significa primarie vere e serie per qualsiasi carica interna al partito ed esterna (candidati ad ogni consiglio comunale, provinciale, regionale, al parlamento italiano ed europeo). Ma anche impedire che il PD diventi una sorta di anarchia organizzata: se si stabilisce che il leader si sceglie ogni 5 anni, non si può rimettere in discussione ogni due. Chi viene scelto per guidare il partito o il Paese, deve poi poterlo fare. Che tradotto significa poter comandare senza troppi rompimenti di scatole. Della serie: chi non è d’accordo o si mette l’anima in pace (ovvero cerca di prepararsi per le prossime primarie) oppure si può anche accomodare fuori. Sennò non è democrazia, ma caos. E di caos ne abbiamo fin troppo!
  4. capire che cacchio significa sinistra oggi, perché non possiamo tirare avanti ancora dicendo che siamo dalla parte degli operai (per poi accorgerci che gli operai non esistono più!). Ma non possiamo nemmeno dire tutto e il contrario di tutto. Pochi principi valoriali chiari. E tanta attenzione alle esigenze. Unita alla capacità di mettere le cose da fare in ordine di priorità (evitando di esser ricordati, ad esempio, per l’indulto e i DICO, mentre c’è una crisi economica grave alle porte… tanto per intenderci!)

Che poi… a ben vedere… non sono certo il primo a dirle certe cose, né il solo, né l’ultimo… 🙂

Buona direzione!

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