Sincerità

L’articolo di oggi di Gramellini su La Stampa conferma una mia antica tesi, un po’ in controtendenza…

Durante una visita all’ufficio di collocamento della sua città, la ministra torinese Elsa Fornero ha teso la mano a un disoccupato di vent’anni seduto in attesa…

Col sedere ancorato alla seggiola, il James Dean di Porta Palazzo ha spiegato alla ministra di essersi diplomato presso l’istituto alberghiero e, quando lei gli ha fatto notare che di solito quel diploma garantisce un lavoro, le ha candidamente risposto: «Ma a me non piace lavorare la sera mentre gli altri escono».

Gramellini sottolinea giustamente l’idiozia dell’atteggiamento del giovane. Che confrontato con quello di tanti suoi coetanei, disoccupati non per scelta o precari e sottopagati, fa solo rabbia. Tanta.

A me colpisce però un’altra cosa: l’incapacità di quel giovane di valutare l’opportunità di dire ciò che pensa. Viviamo in una società che ha elevato la “comunicazione non ragionata”, quella “senza filtri”, a virtù. Confondendola con la sincerità e la schiettezza.

Come se dire tutto ciò che ci passa per la mente, senza valutare interlocutori e conseguenze fosse un merito. E il senso di responsabilità (anche per le parole dette) un inutile accessorio, talvolta fastidioso e moralmente deprecabile.

Io non condivido ciò che il ragazzo ha detto. Ma se anche avessi pensato la stessa cosa, me ne sarei stato allegramente zitto. Ipocrisia forse. O capacità di valutare la situazione e l’interlocutore. Quel tanto di senso di responsabilità in grado di contrastare il proliferare dei soliti dannosi luoghi comuni. Quelli sui giovani scansafatiche sono sempre dietro l’angolo e ormai mi danno un fastidio che difficilmente – questo sì – riesco a contenere.

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2 thoughts on “Sincerità

  1. ilsensocritico ha detto:

    Ho pensato la stessa cosa dopo le dichiarazioni di Buffon avventate sui pareggi di fine stagione. Lì chiaramente non voleva giustificare accordi pre-partita tra avversari, ma solo far capire che due squadre in lotta per la salvezza, se puntano al pareggio, hanno bisogno solo di difendersi ed è comprensibile se rinunciare ad attaccare. Ne è scoppiato un putiferio che Buffon si sarebbe potuto risparmiare se avesse riflettuto DUE SECONDI sull’opportunità di esprimere quel concetto.
    Siccome già altre volte Buffon si era distinto per le sue dichiarazioni discutibili, mi sono chiesto se la schiettezza per cui lo elogiano persino i critici sia veramente un bel valore. Per me no, perché di fatto significa semplicemente dire la prima cosa che ti passa per la testa, un po’ come se ti ritrovassi davanti alla regina Elisabetta ed esclamassi ad alta voce “Ammazza che vecchia!”. Purtroppo lì c’è di mezzo anni e anni di frasi fatte e banali tipiche dei calciatori, che portano i commentatori ad elogiare la schiettezza di certe dichiarazioni.

  2. paolo denitris ha detto:

    Purtroppo anche il Ministro Fornero, in svariati casi, ha preferito la sua schiettezza (piena di alcuni luoghi comuni discutibili di matrice regionalistica) al filtro che la sua posizione richiede.

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