Giustizia

Fa un po’ strano leggere l’articolo del Post sulle modalità con le quali il killer di  Utøya, Anders Breivik (77 ragazzi uccisi poco meno di un anno fa), dovrebbe scontare la sua pena.

E allo stesso tempo ascoltare le domande dei giornalisti al padre di Melissa Bassi, il giorno della cattura dell’uomo che ha ucciso la figlia.

Due mondi. Da un lato un Paese che sceglie addirittura di pagare professionisti per proibire che un detenuto, colpevole dell’omicidio di 77 ragazzi, rimanga in isolamento, “perché questo sarebbe un trattamento inutilmente crudele e senza alcun intento di riabilitazione”.

Dall’altro un contesto in cui i giornalisti e l’opinione pubblica non hanno remore ad usare il dolore di un uomo per fare un po’ di notizia, rivolgendogli domande addirittura sulla reintroduzione della pena di morte.

Giustamente il Post si chiede se la scelta dell’ordinamento norvegese sia segno di civiltà o di un eccesso. Magari si potrebbe fare un ragionamento simile anche per la qualità del nostro giornalismo e dell’opinione pubblica. No?!?

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: