Alex

Ci son persone che capiscono, in anticipo sui tempi, dove va il mondo. Alex Langer è stato uno di questi. Non l’ho conosciuto, perché nel ’95 ancora non capivo granché di politica e società (o forse capivo, ignaro, più di quello che capisco ora… ma questo è un altro discorso!).

Ma nel suo tentativo costante di superare muri, nella sua ricerca dell’autonomia, così come in quel senso di inquietudine che ne ha contraddistinto il cammino, io ritrovo anche tante sensazioni che proviamo in tanti, oggi, a 17 anni di distanza da quel 3 luglio 1995.

Ho ritrovato alcune belle frasi di Alex:

Forse è troppo arduo essere portatori di speranze collettive: troppe le invidie e le gelosie di cui si diventa oggetto, troppo grande il carico di amore per l’umanità e di amori umani che si intrecciano e non si risolvono, troppa la distanza tra ciò che si proclama e ciò che si riesce a compiere.

Vorrei continuare ad apprezzare gli altri ed esserne apprezzato senza secondi fini. Forse anche per questo converrà tenersi lontani da ogni esercizio di potere.

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