L’ultimo post sulle unioni gay e la fine del PD

Forse sono io il “diverso”. Perché a me la guerra civile nel PD (con toni che forse solo in Siria…) sulle unioni gay mi sembra assurdo. Non per la problematica. Ma per i toni. Assolutamente assurdi. Da parte di due gruppi (laici e cattolici) entrambi assolutamente minoritari, entrambi attraversati da un processo di ri-ideologizzazione tremendo e assolutamente antistorico, entrambi assolutamente privi di spessore politico, mi sembra.

Su una cosa concordo con la reazione isterica della Bindi di ieri sera: l’unica conseguenza della guerra civile sarà la conservazione dello status quo su un tema comunque importante per la vita di molti. Ed è un peccato. Perché benché io non sia affatto per l’equiparazione del matrimonio alle unioni civili, comunque la questione necessita di una regolamentazione (prima ancora, forse, che di un “riconoscimento”… ma non vorrei cavillare sulle parole, che è tipico dell’ideologia).

La cosa ancor più assurda di cui oggi mi son reso conto, leggendo commenti a post come questo (che non condivido: i toni e le parole sono importanti e dare dell’intollerante alla Rosy Bindi di ieri sera era fuori luogo, oltre che falso), è che è il progetto PD che è fallito totalmente. Ovvero quello di porsi come partito aperto a contaminazioni, partito del dialogo e della convergenza, anziché dell’esclusione vicendevole.

Mi pare che in questa fase invece, accanto a cattolici di basso valore nei posti chiave (che è una delle concomitanze più pericolose per questo Paese, che le parole di Casini oggi dimostrano), vi sia una minoranza di sinistra “senza se e senza ma” (minoranza nel Paese, ma con l’orgoglio della maggioranza, un po’ come i berlusconiani!) che non accetta idee se non le proprie e rifiuta un confronto. Tutto ciò che non risponde a dettami ideologici ben precisi (con spinte opposte ma di pari intensità del fonte “alla Fioroni”) è da scartare, possibilmente espellere.

E questo mi sembra sia il dato più evidente che il PD abbia cambiato mission e vision rispetto a quello delineato da Prodi nel 2006. E che quel progetto sia – in definitiva – naufragato. A ‘sto punto… più che la classe dirigente, forse bisognerebbe rottamare pure il PD.

Intanto questo è l’ultimo mio post sulle unioni gay… ché son convinto che non possano monopolizzare tutta l’attenzione di una sinistra moderna ed europea (ché poi è il motivo per cui io sarei per un’approvazione rapida e immediata di un istituto giuridico che le regoli!).

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