Ancora sul silenzio

Stamattina leggendo il bel post di Gipi sul Post, mi son tornate in mente le parole che avevo scritto qualche settimana fa (su luce e ombra, ma anche su parola e silenzio).

Viviamo in una società logorroica. E purtroppo il web non sembra contenere l’irrefrenabile (e curiosa) voglia dell’uomo di dire, parlare, spesso prima di pensare.

Ci riflettevo l’altro giorno, mentre chiacchieravo con una collega e le raccontavo di come mi senta a disagio, al termine dei convegni, quando inizia il momento delle domande. Perché a me non piace fare domande che non siano vere, reali, mosse dalla curiosità. Domande che fanno esclamare “perbacco!” agli altri partecipanti. Domande capaci di dare un contributo alla discussione. Domande che raramente ti vengono in mente.

E invece capita assai spesso che il moderatore guardi la platea un po’ scocciato perché nessuno parla. Come ad aspettare in fretta un mio (e non solo mio) intervento.

Avremmo forse bisogno tutti di un surplus di silenzio. Un giorno in cui star zitti. Non affrettarci a commentare, prima di aver capito o di aver qualcosa di importante da dire. Lasciare spazio alla ragione, persino alle emozioni. E calmare quella sete di chiacchiericcio che ci viene dalla pancia.

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