Le scelte del cardinale Dolan

Pare che il cardinale Dolan, presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, interverrà alla convention repubblicana di Tampa, per la benedizione finale.  “È un sacerdote che va lì per pregare” ha tenuto a precisare il portavoce, che ha smentito le voci su un tentativo di endorsement da parte della Chiesa Cattolica USA al candidato del GOP, Mitt Romney.

La scelta del cardinale Dolan, in realtà, è in linea con le polemiche degli ultimi mesi tra la Chiesa statunitense e la Casa Bianca sulla riforma sanitaria targata Obama e con le simpatie manifestate più volte verso il candidato alla vicepresidenza di Romney, Paul Ryan.

Non saprei dire se la scelta di Dolan sia oculata o meno, se la sua sia semplicemente l’accettazione di un invito o una vera e propria benedizione (come in Italia qualche web magazine suggerisce).

Quello che continuo a non capire è il motivo per il quale la Chiesa cattolica sia tendenzialmente schierata a destra. Perché – cioé – nella cabina elettorale l’aborto dovrebbe contare più della pena di morte? La difesa della famiglia più della lotta alla povertà? La bioetica più della pace nel mondo? Eppure non mi sembra che Gesù avesse dato un ordine di priorità!

Lo dico con sincera curiosità: qualcuno può rispondere?!?!

P.S. Non valgono risposte “provocatorie” del tipo: “la Chiesa è sempre schierata col potente, con il ricco”. Ho il timore che qui siamo di fronte ad un problema culturale, che va ben al di là dell’istituzione ecclesiastica. Il tempo e il contesto in cui sono cresciuto – da cattolico – giudica tendenzialmente la politica una cosa sporca di cui non vale neanche la pena parlare. E il voto a destra come una lineare conseguenza logica della fede in Gesù Cristo. Sono cresciuto in un contesto del tutto particolare o si tratta di una cultura diffusa?

 

 

 

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One thought on “Le scelte del cardinale Dolan

  1. ilsensocritico ha detto:

    Spero che non prenderai la mia risposta, che è più un “tentativo” di risposta che una certezza, per una provocazione.
    Io credo dipenda dal fatto che si tratta di un’istituzione che ha circa duemila anni. Un’istituzione che dura così tanto tende per forza di cose ad essere un po’ conservatrice, soprattutto per quanto riguarda le alte gerarchie. La paura di “scoprirsi” troppo, aprendo al nuovo e alla modernità, porta la Chiesa su posizioni più conservatrici.
    Di certo non appoggia sempre il potente, altrimenti la Chiesa sarebbe comunista a Cuba e in Venezuela 😉

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