Se avere un leader è di destra

Tra i mille non-argomenti che si oppongono alla candidatura di Renzi, vi è uno strano condizionamento ideologico (o post-ideologico: chi era l’idiota che diceva che le ideologie erano morte?) che postula che avere un leader sia di destra.

A riproporlo oggi è un articolo/intervista di Concita De Gregorio a Stefano Boeri:

“…Lo scontro di personalità, Bersani contro Renzi, è tutto nel solco del berlusconismo. La faccia i nei la simpatia le maniche della camicia le battute a chi la fa più fortunata, e tutte le tv pronte a trasformare ogni sospiro in un boato. E’ di nuovo la ricerca dell’uomo della provvidenza da dare in pasto all’elettorato e, nella partita interna al Pd, una gara alla leadership del partito. Ma per questo ci sono i congressi”. E dunque? “Credo che sia maturo il tempo di offrire una novità vera, di sostanza: una candidatura di rete che metta insieme forze, saperi, talenti. L’intelligenza collettiva di un partito al servizio di un progetto per il Paese: poi una persona, certo, ci mette la faccia. Ma è la conseguenza, la persona: non la causa e l’unico scopo”. Una candidatura di rete.

Già, la rete e i suoi miti. Non è bastato Grillo e neanche Obama a far capire che anche la rete senza leadership è monca. E che se il web oggi è una realtà capace di offrire mezzi di aggregazione enormi, essa non può da sola sostituirsi a quella variante non secondaria che è, in politica, la leadership.

Senza un volto, anche le idee si ammosciano.

A dimostrarlo oggi anche il bel ragionamento di Fabio Chiusi sull’ultimo libro di Castells e soprattutto sull’autunno di Occupy (vi ricordate quando Bertinotti voleva esser espressione politica dei “movimenti” no-global? Oggi vien da ridere di fronte a quella proposta, ma ancora ci si innamora a sinistra del “movimento” e della sua simbologia!).

Il punto – quasi scontato, anche se scontato non è, evidentemente – è che la leadership non è di per sé di destra o di sinistra. E il leader non è un fattore secondario rispetto alle idee (è una tesi, questa, che ci raccontiamo da troppo tempo per coprire il fatto che non abbiamo leader all’altezza, da almeno trent’anni!). Una leadership sottende sempre dei valori, con i quali guardare il futuro. Berlusconi ne ha incarnati alcuni, di cui la destra fatica a liberarsi (per questo lo ricandidano: perché non hanno leader per rimpiazzarlo!). Renzi ne incarna altri. Bersani, invece, non ha una leadership forte. Per carattere, ma anche per come si è “costruito” (sul cliché della costruzione della leadeship a sinistra negli ultimi trent’anni si potrebbero scrivere libri… e qualcuno lo avrà anche fatto, credo…). Punto.

Del resto, gli stessi che osannano il primato dei “programmi” o delle “idee” sulle persone, hanno salutato entusiasticamente la vittoria di Obama nel 2008, magari persino quella di Hollande qualche mese fa. E né Obama, né Hollande sono l’emblema della vittoria delle idee sulle persone, anzi.

 

 

 

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: