Spreco

Dice Repubblica in un articolo di ieri, citando il Libro Nero sullo spreco 2011 della FAO, che “un terzo del cibo prodotto nel mondo per il consumo umano è perduto o sprecato. Una quantità che ammonta a circa 1,3 miliardi di tonnellate all’anno”.

È l’altra faccia della crisi. Quella che i giornali non enfatizzano. E che i lamenti delle persone che incontri per strada non toccano.

La crisi di una società con crescenti difficoltà economiche in larghe fasce della popolazione che non riesce a smettere di consumare il superfluo e sprecare.

Non se ne parla perché non c’è nessuno da incolpare. Né la politica, né i banchieri, né Equitalia.

Eppure, probabilmente, la strada per uscire dall’impasse nel quale ci siamo cacciati passa da qui. Dalla capacità di elaborare nuovi modelli di convivenza. Dove non si verifichi più il cortocircuito di un mondo diviso a metà. Tra chi muore di spreco e chi di fame.

P.S. Sono stato in un centro commerciale sabato. Lo so, è un discorso estremamente retorico e forse anche moralista. Ma io proprio non riesco a comprendere la logica che spinge così tante persone in un non-luogo come quello.

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