Disciplina e rivoluzione

La mia generazione non sa cosa significa la parola disciplina.

Le hanno insegnato che la disciplina ha a che fare, in qualche modo, con le regole, con l’imposizione, che ha un non so che di militaresco. La disciplina è rigida e la rigidità è male. La disciplina è dunque male, anche se non sappiamo bene cos’è.

La mia generazione – e quelle che son venute dopo ancor di più – ha un rapporto difficile con la regola. Al cinema gli eroi di solito infrangono le regole, non le rispettano. Perché la regola è castrante nei confronti dell’individualità. La regola – questo ci hanno insegnato e la mia generazione difende questa conquista a denti stretti – è imposizione e l’imposizione è contro la libertà. E la libertà – seppur vaga e inflazionata – conserva un carattere sacro, intoccabile.

La mia generazione ha un problema a dire noi. Se si incontra un gruppo di ragazzi oggi e si chiede ad ognuno di descrivere brevemente i propri sogni, quasi nessuno farà riferimento a qualcosa che includa l’altro: si sogna un mestiere (preferibilmente “in solitaria”), si sogna di ballare, cantare, suonare, diventare un calciatore. I più arditi sognano una ragazza, i demodé di metter su famiglia.

Per questo la mia generazione è indifferente alla politica, come alla religione. E pure alla famiglia, in fondo.

Le hanno fatto credere (e lei ci si è accomodata non senza qualche complicità) che l’altro è minaccia più che ricchezza. E le hanno negato così la possibilità di realizzarli, quei sogni. Perché un sogno incrocia, include sempre un altro. Che sia la ragazza con cui sogni di trascorrere la vita. Il gruppo di amici con cui sogni un’avventura grande insieme. I compagni di scuola con cui sogni di cambiare il mondo.

La mia generazione tenta di sviare la fatica. Le hanno insegnato per decenni che il furbo, il bravo, lo sveglio ottiene il massimo col minimo sforzo. Da questo, la mia generazione ha dedotto che l’importante è sempre il minimo sforzo. Poco importa se questo significa rinunciare al massimo. E l’assenza del massimo abitua a pensare che l’optimum in realtà non esista o che sia sempre e comunque una questione soggettiva. La dittatura del soggettivo ci ha ingannato, facendoci credere che la perfezione sia un’illusione, una forma di violenza sull’individuo. Così ci siamo arresi ad un mondo di mediocrità.

Ribellarsi alla mediocrità significa vivere il senso della fatica che porta alla perfezione. Riscoprire che senza l’altro non esistiamo e che senza che l’io diventi un noi, ogni sogno rimarrà sepolto in un cassetto. Comprendere che le regole danno senso alla libertà. E non perché “la mia libertà termina dove inizia quella dell’altro”, che è una teoria vecchia come il cucco e profondamente falsa. Ma perché la mia libertà passa per l’inclusione dell’altro. E l’altro mi limita sempre. Vivere quel limite è essere liberi. E ogni limite impone una regola. Amare la regola è comprendere il mistero dell’altro. Sempre. Senza regola, siamo dei poveracci.

Infine, riappropriarci della disciplina. Tutti i grandi uomini che ho incontrato finora – e ce ne sono! – hanno in comune la disciplina. Spesso confondiamo la disciplina col senso del dovere o con l’obbedienza a imposizioni esterne. Ma disciplina è capacità di esser fedeli alle proprie scelte. Una qualità che si apprende – se si apprende – dopo un lungo allenamento. Ammiro gli uomini che sono in grado di disciplinare la propria vita, di vivere gli ideali sulla propria pelle, concretamente. Di non venir meno alla prima difficoltà. Senza perdere l’umiltà. Perché anche per esser umili serve disciplina.

Ogni piccola o grande rivoluzione chiede disciplina, perché chiede ideali, perfezione, fedeltà. E la rivoluzione contro la mediocrità ancor di più. Ne sono convinto.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: