Archivio mensile:novembre 2012

L’analfabeta politico

Versi di Bertolt Brecht quanto mai attuali oggi…

‎Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
nè s’importa degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.

Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

(grazie a Dino per la segnalazione!)
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Mentre il sangue scorre in Palestina

Ciò che fa più rabbia del sangue che scorre per le strade della Palestina non sono le bombe israeliane o i razzi di Hamas e forse neanche gli enormi interessi in campo…

Ciò che fa più rabbia è l’incapacità – tutta italiana forse o tutta occidentale – di guardare all’ennesima crisi mediorientale, senza avvertire la necessità di schierarsi da una parte o dall’altra. E di sentirsi in dovere di aggredire “l’altra parte”.

Vale per le idiozie di Odifreddi ieri. Vale per i commenti idioti di Cado in Piedi oggi su Mentana. Vale per tutti quelli che solidarizzano con Israele a prescindere, magari citando la Shoa. Vale per chi annovera Hamas tra le vittime e non tra i carnefici. Vale insomma per tutti quelli che hanno una risposta e un giudizio chiaro e netto su una questione che di chiaro e netto ha veramente poco, se non nulla.

E comunque, il fatto che delle persone, al di là della nazionalità e dell’appartenenza etnica, festeggino in piazza, come in casa propria, per la morte di vite innocenti – come giustamente dice Mentana oggi – è una sconfitta per tutta l’umanità.

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Ma chi cura la comunicazione delle primarie?

È la domanda che mi son posto questa mattina, mentre vedevo le immagini sgranate della pubblicità del sito http://www.primarieitaliabenecomune.it/ sull’homepage di Repubblica.it (tra l’altro: chi ha pagato la pubblicità?!?).

Poi, cliccando sull’immagine ed entrando nel sito delle primarie, lo sconcerto aumenta. Nella pagina “Come si vota” al punto #2 si legge che “…dal 4 al 25 novembre … ci si può preregistrare online (!!!) al sito primarieitaliabenecomune.it”. Alle 10,15 del 4 novembre chi entra nel sito, non trova nessuna sezione per preregistrarsi (ammesso che lo voglia fare, visto che sfugge il senso di una preregistrazione, onestamente!).

Ancora, al punto #6 “Trova il tuo seggio elettorale sul sito: primarieitaliabenecomune.it”. Come? In quale sezione del sito? Non ci è dato di saperlo.

Deduzione: la coalizione che probabilmente ci governerà per i prossimi 5 anni (anche se, conoscendo il centrosinistra italiano, dubito che resista una legislatura!) non è neanche in grado di spender bene i “propri” soldi, per commissionare a professionisti la comunicazione per le primarie per scegliere il proprio candidato premier.

Ora sono proprio entusiasta al punto giusto, per addentrarmi negli inutili cavilli organizzativi di queste primarie…

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Un paese ci vuole

Riflettendo sulle parole di Cesare Pavese, oggi…

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti

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Autografare fazzoletti

Si domanda Proforma (citando Fabio Chiusi): “Voi firmate i tovaglioli di carta quando prendete appunti? Noi no”.

Ed in effetti…

Perciò… correggetemi se sbaglio… delle due l’una: o il fazzoletto è un falso, oppure è l’ennesima trovata di Berlusconi per attirare l’attenzione e risalire la china (impresa forse un po’ troppo ardua questa volta, a dir la verità).

E a questo punto, mi chiedo – sempre con la dovuta umiltà – ma al Tirreno dalla mattina alla sera che fanno? Giornalisti, furbi o tontoloni?!?

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Quindi voi mi state dicendo…

Quindi voi mi state dicendo che Beppe Grillo, il “duro e puro” che rifiuta qualsiasi contatto con la “vecchia” politica, il nuovo che viene dal basso, il novello Savonarola che promette di spazzar via i residui della Seconda Repubblica… vorrebbe Antonio Di Pietro al Quirinale?!? In pratica il Grillo rinuncia al “sono tutti uguali” per difendere chi ha costruito uno dei peggiori partiti-baracconi della storia della Repubblica?!?

Questo sarebbe il nuovo che ci aspetta?!? Comincio a fare scorte di viveri…

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