Vi prego, fate tacere Fisichella!

Ieri, dopo la vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie del centrosinistra, mons. Rino Fisichella, attuale presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha ritenuto doveroso dare alla stampa la seguente dichiarazione:

“Ieri sera, vicino a Bersani c’erano due ragazzi e una ragazza. Bersani aveva le mani libere, ma chi era con lui salutava a pugno chiuso. Mi domando e vi domando: cosa c’e’ di nuovo in questo?”.

La frase mostra due cose:

  1. apparentemente la completa ignoranza di Fisichella verso le “cose del mondo” (il significato del pugno chiuso nella società di oggi, le storie personali dei giovani che erano attorno a Bersani), che probabilmente dovrebbe far sorgere qualche dubbio sulla sua capacità di comunicare con il mondo (non con i giornalisti o i politici, cosa che sa fare benissimo) e dunque sulla sua capacità di sovrintendere alla “nuova evangelizzazione”;
  2. la volontà di mons. Fisichella di continuare a occuparsi di politica, attuando la strategia ruiniana della “lobby”, sulla quale sarebbe necessaria una seria autocritica da parte della Chiesa italiana. Venti anni di ruinismo, con il suo tentativo di condizionare la politica “dall’alto” hanno prodotto la situazione – per alcuni versi disastrosa – in cui versa la società italiana e il silenzio assordante dei cattolici (non la CEI, ma i cattolici “comuni”) persino sulle questioni che, a parere di Ruini, rappresentavano “valori non negoziabili”. La strategia della lobby ha deresponsabilizzato tutti e ha dato l’immagine di una Chiesa collusa con il potere. Esattamente il contrario di quel che dice il Vangelo.

Le parole di Fisichella, quel suo riferimento al pugno chiuso come ad un gesto degli anni ’70, la volontà di affidare alle agenzie di stampa battute al vetriolo (come fosse a capo di un partito), la volontà di condizionare la politica come una lobby mal celano la lontananza di mons. Fisichella dalla società odierna. E in fondo, mostrano tutta l’irrilevanza che la Chiesa si è costruita intorno negli ultimi decenni.

Da cattolico dico: vi prego, fate tacere Fisichella!

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2 thoughts on “Vi prego, fate tacere Fisichella!

  1. […] modo in cui la Chiesa ha gestito i suoi rapporti con la politica negli anni del ruinismo ho già scritto. Le esternazioni di Berlusconi oggi sottolineano la necessità di un bagno purificatore. Perché la […]

  2. […] Il vero problema, infatti, nel rapporto tra Chiesa e politica è venuto dopo la DC. Perché la Chiesa non è stata capace di vivere con serenità la scomposizione di sensibilità diverse già presenti nella DC in opzioni politiche differenti. Perché la politica in questi anni è stata essenzialmente un gioco alla delegittimazione reciproca e talvolta la “cattolicità” ne è divenuto – purtroppo – uno strumento. Perché le gerarchie cattoliche hanno preferito gestire i rapporti con partiti e uomini politici, in maniera diretta. Per questo, negli ultimi vent’anni la Chiesa italiana – intesa come insieme dei cattolici, non come vertici vaticani – è stata del tutto assente dallo scenario politico. Nelle parrocchie, un tempo fucina dell’impegno cattolico in politica, s’è diffusa una sorta di diffidenza nei confronti dell’impegno politico. I richiami del Papa e dei Vescovi in questi ultimi anni ad una nuova generazione di cattolici in politica sono un segnale di discontinuità in questo senso, anche se non dicono nulla dell’errore strategico del ruinismo. […]

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