Fede e curiosità

Sto leggendo il bel libro di Antonio Spadaro, Cyberteologia.

E pensavo che probabilmente la visione un po’ manichea che – specialmente in alcuni ambienti “di chiesa” – divide le persone tra credenti e non credenti non è più adatta a leggere il contesto in cui viviamo. O almeno è altamente deficitaria.

Non mi piacciono le etichette. Ma se fossimo costretti a dividere in due l’umanità, probabilmente direi che gli uomini, forse mai come oggi, si dividono in curiosi e non curiosi. E tra un credente curioso e un non credente curioso vi sono molte più assonanze di ciò che si crede. Molte di più di quelle tra un credente non curioso e uno curioso. Soprattutto in questa società che tende ad appiattire su livelli ad alto contenuto di mediocrità.

P.S. Sono ancora all’inizio del libro… ma lo trovo già uno straordinario catalizzatore di riflessioni, per un curioso, appassionato di comunicazione, per giunta credente. Quando l’avrò finito, credo di raccogliere tutte le idee che mi son passate per la testa, leggendo… Così, per non disperderle…

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