Ancora a caldo [1]

Ci son due modi di reagire ai risultati di queste elezioni (per chiunque non abbia votato il Movimento 5 Stelle di Grillo).

Il primo è sentenziare sul Paese allo sfascio, sugli imbecilli che non hanno votato per noi, sui fascisti grillini, sul sistema elettorale che è tutto un complotto contro di noi (tesi tra l’altro abbastanza falsa, visto come è finita!), su tutti quelli che non hanno utilizzato il “voto utile” (che io reputo un’autentica cavolata, #sappiatelo), ecc.

Oppure si ammette di aver sbagliato, si cerca di capire perché gli “altri” non ci hanno votato, si corregge la linea (che non necessariamente significa azzeramento totale dei dirigenti), si cerca di capire – possibilmente insieme agli altri, ché tanto da soli non si va da nessuna parte – come uscire dall’impasse.

La prima reazione (molto di moda, ahimé, a sinistra negli ultimi 60 anni) è infantile e porta solo altre sconfitte (è un caso che in quasi 70 anni di storia repubblicana la sinistra abbia governato il Paese solo per 7 anni e vinto le elezioni solo quando era un ex democristiano ci ha messo la faccia?).

La seconda è indice di maturità e di profonda conoscenza della democrazia (il che giustificherebbe anche quell’aggettivo, Democratico).

Ci tenevo a dirlo, anche se mi sembrava così scontato…

P.S. E intanto, mi spizzo i nomi e caratteristiche dei nuovi deputati grillini.

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