Guardando la prima seduta del Parlamento…

Ed ecco che mentre guardo questo spaccato di umanità che è il nuovo Parlamento, mi vengono in mente le parole di don Lorenzo Milani.

Ho poi studiato a teologia morale un vecchio principio di diritto romano che anche voi accettate. Il principio della responsabilità in solido. Il popolo lo conosce sotto forma di proverbio: “Tant’è ladro chi ruba che chi para il sacco”. Quando si tratta di due persone che compiono un delitto insieme, per esempio il mandante e il sicario, voi gli date un ergastolo per uno e tutti capiscono che la responsabilità non si divide per due. Un delitto come quello di Hiroshima ha richiesto qualche migliaio di corresponsabili diretti: politici, scienziati, tecnici, operai, aviatori. Ognuno di essi ha tacitato la propria coscienza fingendo a se stesso che quella cifra andasse a denominatore. Un rimorso ridotto a millesimi non toglie il sonno all’uomo d’oggi. E così siamo giunti a quest’assurdo che l’uomo delle caverne se dava una randellata sapeva di far male e si pentiva. L’aviere dell’era atomica riempie il serbatoio dell’apparecchio che poco dopo disintegrerà 200.000 giapponesi e non si pente. A dar retta ai teorici dell’obbedienza e a certi tribunali tedeschi, dell’assassinio di sei milioni di ebrei risponderà solo Hitler. Ma Hitler era irresponsabile perché pazzo. Dunque quel delitto non è mai avvenuto perché non ha autore. C’è un modo solo per uscire da questo macabro gioco di parole. Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto. A questo patto l’umanità potrà dire di aver avuto in questo secolo un progresso morale parallelo e proporzionale al suo progresso tecnico.

E ripenso alla mia responsabilità, ché quegli uomini e quelle donne stanno lì (in Parlamento) anche per il mio voto.

Alla responsabilità dei partiti, che non possono (anche se lo fanno spesso) scaricare sui cittadini che non li votano – fosse anche per ignoranza – le responsabilità dei propri fallimenti (vedi atteggiamento di tanta parte del PD sul voto grillino!).

Alla responsabilità dei grillini, ché in fondo quelli che stavano lì prima di loro, in passato li han votati anche loro (e magari hanno accettato in cambio pure qualcosa, talvolta): perciò più che continuare a dipingere gli altri come “la casta” e loro come i supereroi, dovrebbero cominciare a farci vedere di cosa son capaci e quali proposte (e come) intendono portare avanti.

Ché a maledire la notte, non si fa mica giorno!

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