Mentre siamo distratti

siriaIo non so – e mi fa rabbia – se questi bambini siano stati uccisi da armi governative o dai ribelli. Se siano vittime di armi a gas o di rudimentali kalashnikov. Se la foto sia stata scattata a Damasco o ad Homs.

Io so che queste immagini gridano. Che interrogano la mia coscienza. Ci obbligano a immaginare un mondo diverso, diverse istituzioni internazionali. E ci chiamano ad un impegno serrato. Perché in soli 30 anni ho già visto troppe immagini come queste: Bosnia, Kosovo, Somalia, Sudan, Palestina, Siria, Iraq, Afghanistan, Egitto… 

Queste immagini ce l’hanno con noi. Con tutti quelli che, dal vivo, non han mai dovute vederle.

 

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