Americana [part three]

E poi c’è la musica…

Di musica io capisco ben poco (non ne sono proprio un cultore, a discapito della “tradizione di famiglia”!). Però conoscere una città anche attraverso esibizioni musicali “on the road” è una cosa che mi piace moltissimo.

A Provincetown, Cape Cod (nel Massachussets) abbiamo apprezzato una “band” di fiati e percussioni, tutta al femminile, che si esibiva nella piazza accanto al molo.

A Boston, invece, un bel coro animava la ventosa piazza di fronte al Government Centre. Molto bravi.

Ecco, da noi un pochino questa cosa manca. La musica – per quel che mi capita di vedere in giro, visitando le città e le piazze italiane (da noi fanno musica “per strada” quasi solo chi chiede poi l’elemosina in metro – è ancora molto confinata nei luoghi classici (stadi, palazzetti dello sport, auditorium, chiese…) ed è poco “popolare”. Non è insomma una questione di bravura (nella musica credo che anche noi italiani ci siamo fatti rispettare parecchio nel corso della storia!), ma ancora una volta di capacità inclusiva. Render la musica un patrimonio e un piacere per tutti. O solo per alcuni intenditori.

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