Archivi categoria: qualcosa di personale

Ed ora, gli auguri veri…

…con un testo molto molto bello di Fernando Pessoa:

Di tutto restano tre cose:

la certezza
che stiamo sempre iniziando;

la certezza che abbiamo
bisogno di continuare;

la certezza
che saremo interrotti prima di
finire.

Pertanto, dobbiamo fare:

dell’interruzione,
un nuovo cammino;

della caduta,
un passo di danza;

della paura,
una scala;

del sogno,
un ponte;

del bisogno,
un incontro.

Buon Natale!

Contrassegnato da tag ,

Buona Pasqua!

Pasqua è voce del verbo ebraico che significa “passare”. Non è festa per residenti ma per coloro che sono migratori che si affrettano al viaggio.

Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste. Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell’energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza. Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi. Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo “passaggio”. Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s’azzarda nell’altrove assetato del credere.
Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , ,

Restituzioni

Oggi sul Corriere della Sera, in una bella lettera, l’on. Pietro Ichino ripercorre la sua “amicizia” con don Lorenzo Milani, nei giorni in cui la Chiesa rivaluta il libro Esperienze pastorali.

La lettera è un bel saggio sulla “restituzione” e su di noi, che in fondo siamo un po’ Pierini ed abbiamo un debito grande con gli ultimi. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Se per un istante Dio…

«Se per un istante Dio si dimenticherà che sono una marionetta di stoffa, e mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in definitiva penserei tutto quello che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono, ascolterei quando gli altri parlano e come gusterei un buon gelato al cioccolato!
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente il mio corpo ma anche la mia anima.
Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole.
Dipingerei con un sogno di Van Gogh sopra le stelle un poema di Benedetti e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Irrigherei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e il carnoso bacio dei loro petali.
Dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei passare un solo giorno senza dire, alla gente che amo, che la amo.
Convincerei tutti, gli uomini e le donne, che sono i miei favoriti, e vivrei innamorato dell’amore.
Agli uomini proverei quanto sbagliano a pensare che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi.
A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo.
Agli anziani insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con la dimenticanza.
Tante cose ho imparato da voi, Uomini!
Ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicita sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall’alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Da voi ho imparato così tante cose, ma in verità non saranno granchè utili, perché quando mi metteranno in questa valigia, starò purtroppo per morire.
Di sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò. Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami.
Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perché se il domani non arrivasse sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio. Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli, dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti».

Gabriel Garcia Marquez, Lettera di commiato agli amici

 

Continua a leggere

Contrassegnato da tag ,

“Non si permetta…”

Sono figlio un’insegnante e la notizia pubblicata oggi sul sito di Repubblica non mi ha colpito più di tanto. Chi ha familiarità col mondo della scuola sa che – soprattutto negli ultimi decenni – la scuola italiana ha subito numerose trasformazioni, il più delle volte non in meglio.

Sembrerà strano e un po’ anacronistico, ma in case come la mia, la maestra (o il professore) aveva sempre ragione, su qualsiasi questione. I miei non si sono mai azzardati a mettere in discussione la sua autorità, o almeno non lo hanno mai fatto davanti a me. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Americana [part six]

In Canada non abbiamo mai “maneggiato” dollaro canadese. Non abbiamo dovuto prelevare contante. E non perché utilizzassero dollaro USA. Ma semplicemente perché lì (come anche nelle città USA) è possibile utilizzare forme di pagamento elettronico – carte di credito o bancomat – praticamente ovunque, dal bar alla bancarella del farmer’s market. E per qualsiasi importo, fossero anche 0,5 dollari.

Unica eccezione (in USA)? Le autostrade. Solo cash.

Contrassegnato da tag , , , ,

Americana [part five]

Qui negli Stati Uniti qualsiasi cosa compri è made in China. “Pure da noi!” direte voi. No, qui lo è veramente in una maniera impressionante. Ogni gadget di ogni città, ogni indumento, scarpa, accessorio tecnologico… ogni cosa è fatto in Cina. Tutto.

La Cina è di fatto la fabbrica del mondo. E lo è grazie all’assenza (o alla drastica riduzione) dei diritti basilari dei lavoratori.

Mi vien da pensare – e scusate la semplicità bambinesca del ragionamento – che probabilmente lottare per l’adeguamento delle condizioni di lavoro in Cina (e nell’est asiatico in generale) alle nostre è più “conveniente” per noi che inventarsi incentivi per gli investimenti esteri nel nostro Paese o (peggio ancora) dazi commerciali sui loro prodotti (è un po’ tardino ora!)…

Ora me ne torno a visitare Chicago… bye bye! 😉

Contrassegnato da tag , , , , ,

Americana [part four]

L’altra sera proprio non ce l’abbiamo fatta… e dopo quindici giorni di hamburger, sandwich e carne in tutte le salse (nel senso stretto della frase), ci siamo decisi con Valeria a sfatare una delle scommesse che ci eravamo posti all’inizio del viaggio… e siamo tornati a mangiare italiano!

Qui a Toronto abbiamo scelto Carisma. Il proprietario è Michele (Michael per i camerieri), un simpaticissimo mondragonese, in Canada da più di quarant’anni. La cucina deliziosa (l’antipasto con mozzarella di bufala è da non-plus-ultra… e poi c’è la pasta…) e l’atmosfera capace di mescolare il design moderno – pareti scure e luci soffuse – e l’accento campano dei camerieri rende questo angolo di Toronto veramente speciale per un italiano. Ma la serata non sarebbe stata la stessa senza la chiacchierata con Michele, con la sua signora e con lo staff del ristorante. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Americana [part three]

E poi c’è la musica…

Di musica io capisco ben poco (non ne sono proprio un cultore, a discapito della “tradizione di famiglia”!). Però conoscere una città anche attraverso esibizioni musicali “on the road” è una cosa che mi piace moltissimo.

A Provincetown, Cape Cod (nel Massachussets) abbiamo apprezzato una “band” di fiati e percussioni, tutta al femminile, che si esibiva nella piazza accanto al molo. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Americana [part two]

Siamo passati dai grattacieli pop di New York al vento dell’oceano di Cape Cod, fino alla cortina rossa di Boston (a proposito: Boston è al momento la città che ci è piaciuta di più…). Oggi siamo nel New Hampshire, in una Farm Inn deliziosa… sembra quasi di essere a casa di Babbo Natale: la sera sul divano di fronte al camino e fuori il freddo e i colori meravigliosi dell’autunno, che qui abbracciano dal verde delle conifere al rosso intenso degli aceri, passando per tutte le sfumature del giallo e dell’arancione!

Vale dice che i colori qui ci rigenerano… e io son d’accordo… Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: